A TU PER TU CON….IL CAPITANO, LAURA FUSETTI

Inziamo con una domanda facile facile, per restare in tema calcistico potremmo definirla una domanda di riscaldamento. Quando hai iniziato a giocare a calcio e come ti sei avvicinata a questo sport?

Ho incominciato a giocare a calcio all’età di 7 anni, dopo aver fatto nuoto per diversi anni, nella squadra

dell’oratorio del mio paese, Rescaldina, dove giocavano i miei amici e compagni di scuola. La mia passione

per il calcio è nata guardando mio padre; ogni domenica mattina andava a giocare in una squadra

amatoriale, e siccome a casa combinavo solo pasticci mi portava con lui. Tra il riscaldamento e l’inizio della

partita i suoi compagni mi tenevano impegnata facendomi dare due calci al pallone. Ho continuato a

seguire mio papà per diverso tempo finchè non ho incominciato a tartassarlo dicendogli che io avrei voluto

iniziare a giocare; lui per diversi mesi ha fatto finta di niente, dicendomi che faceva freddo e che non si

poteva; pensava che io mi dimenticassi e invece verso maggio gli feci la fatidica domanda:” Allora papà

quando mi porti all’oratorio a fare gli allenamenti??”; non aveva più scuse e così mi portò e da li ebbe inizio

la “mia carriera calcistica”.

 

-Quale è la tua squadra del cuore, se ne hai una, e quale è invece il calciatore o la calciatrice che preferisci, a cui ti ispiri o a cui vorresti assomigliare?

Anche se ormai non sono più una tifosa sfegatata la mia squadra del cuore è la juventus, nonostante in

famiglia siano tutti interisti! Tifo juve da quando sono piccola e ciò ha portato me e mio fratello a liti infinite

e sfottò. Non so di preciso il motivo che mi ha fatto diventare juventina, forse perché era una delle squadre

più forti, forse perché la maggior parte dei miei amici lo era; ma di sicuro non ho mai avuto ripensamenti! Il

mio calciatore preferito è Alessandro Del Piero, per me è uno dei più grandi calciatori di sempre, non solo

calcisticamente parlando ma anche umanamente. Quando ero piccola era il mio idolo e volevo diventare

come lui, giocavo in attacco e avevo tutte le maglie con il suo nome; ma ora che gioco in difesa non posso

dire lo stesso, ma sono sempre dell’idea che di bandiere e capitani come lui ce ne saranno sempre pochi!

Un mio allenatore, scherzando e per prendermi in giro, visto che ogni tanto esageravo con i dribling al

limite della mia area, mi chiamò Beckenbauer. Io non ho avuto la fortuna di vederlo giocare perché non ero

ancora nata, ma quello che ha fatto, chiunque ami il calcio, lo sa! Se devo dire a che calciatore mi ispiro, bè

mi auguro un giorno di diventare anche un decimo di quello che è diventato lui!

1743647_432799760156325_655549847_n

-Il calcio femminile in Italia, come lo vedi adesso, come lo pensi realistiamente in un futuro nemmeno troppo remoto e come vorresti invece lo immagini nei tuoi sogni.

Il calcio femminile in Italia è mille anni luce indietro rispetto a tanti altri paesi; in America, Germania,

Inghilterra, Spagna, Francia e in tante altre nazioni è uno sport professionista, qui invece siamo ancora a

livello dilettantistico. Qualche passo lo sta facendo, alcune squadre si sono associate alle rispettive squadre

maschili, ma io credo che prima di vedere una svolta ci vorrà ancora molto molto tempo. Purtroppo non

tutte le società possono permettersi di allenarsi tutti i giorni o di fare trasferte “comode”, come la nostra, e

per loro affrontare un campionato del genere è un grande impegno e forse anche per questo pochissime

persone credono in questo movimento; e credo sia proprio per questo che il calcio femminile in Italia non

crescerà mai davvero! Stanno cercando di sponsorizzarlo un po’ di più e qualche piccolo risultato si vede,

ma la maggior parte crede che il calcio non sia uno sport femminile e per questo lo “denigrano”: se solo i

calciatori mettessero tutta la passione e la dedizione che ci mettiamo noi: assisteremmo a grandi partite!

Bhè come sogni il calcio femminile…sarebbe bello giocare in stadi pieni di tifosi pronti a sostenerti, e perché

no con un bel po’ più di soldi che girano!!

 

-Quante maglie hai vestito prima di quella della Como 2000? e come ricordi le esperienze passate con queste maglie?

Prima di giocare a Como ho giocato fino ai 13 anni nella squadra dell’oratorio, la Carcor; non eravamo

fortissimi e la maggior parte delle partite le perdevamo; ma mi ricordo che le poche vittorie che abbiamo

ottenuto erano per noi motivo di grandi festeggiamenti!Ero l’unica femmina e quindi potevo fare tutto, e

tutti i miei compagni, anche se appena mi avevano visto arrivare erano scettitici, hanno iniziato subito a

considerarmi una di loro anzi mi adoravano tutti: per un bambino vedere una bambina che gioca bene a

calcio era una cosa fuori dal normale, un sogno! Compiuti i 13 anni non potevo più giocare con loro e così

sono andata a Tradate in serie A2, li sono stata per 5 anni. Appena compiuti i 14 anni ho incominciato a

giocare in prima squadra. I miei weekend erano all’insegna del calcio, il sabato con la primavera e la

domenica con la prima squadra. Non sempre è andato tutto bene ma ho avuto molte soddisfazioni: un

anno abbiamo rischiato di salire in A; e ho avuto le prime convocazioni in Nazionale, la prima con l’under

17, dove però mi avevano scartato, e la seconda con l’under 19 dove fortunatamente mi scelsero all’ultimo

per partecipare agli Europei del 2008. Nel 2009 arrivai qui alla Como 2000, un anno di prestito e poi mi

comprarono. Qui ho ottenuto due degli obiettivi più importanti: approdare nella massima serie del nostro

campionato e essere convocata, anche se solo per due volte, in Nazionale Maggiore. Qui a Como ho avuto

la fortuna di imparare molto e di crescere, ma la cosa più importante è che finalmente ho trovato un

ambiente in cui mi sento a casa!

 

-Quale è stato il momento più significativo della tua carriera calcistica?

Il momento più significativo della mia carriera calcistica è indubbiamente la vittoria degli Europei under 19

del 2008! Ho avuto la grandissima fortuna di parteciparvi grazie anche a Mister Corradini che ha creduto in

me e anche solo avendoti convocato a un solo stage mi ha scelto tra le 22 ragazze da portare in Francia! Mi

ricordo ancora la finale contro la Norvegia, io ero in panchina e già solo essere seduta sulla panchina di

quello stadio per me era tantissimo, non avrei mai pensato di poter giocare tutto un tempo della finale..e

invece ebbi la fortuna di entrare! Feci anche un gol che però mi annullarono..ma la gioia più grande fu al

90esimo quando l’arbitro fischiò e vincemmo la partita! Tutte le volte che vedevo le premiazioni del calcio

maschile in televisione sognavo sempre di poterci essere li io un giorno…e così successe…!!! E ancor oggi se

ci ripenso mi vengono i brividi: in tutta Italia solo 22 ragazze possono dirsi campionesse d’Europa e io ho la

grandissima fortuna di poterlo dire!!

10458235_501259376643696_7472192696085110839_n

-Oltre al calcio hai altre passioni o pratichi altri sport?

Non ho altre passioni in particolare oltre al calcio, mi piace la musica il cinema ma l’unica mia grande

passione è proprio questa. Mi piacciono in genere tutti gli sport e se capita qualche partita tra amici a

pallavolo o qualche altro sport non dico mai di no: d’altronde educazione fisica è sempre stata la materia in

cui andavo meglio e la mia preferita!!

 

-Indubbiamente a tutte le calciatrici piacerebbe poter vivere di calcio, purtroppo a riuscirci sono in poche. Tu oltre al calcio studi o lavori? Se si cosa studi o che lavoro fai?

Sarebbe davvero bello poter vivere di calcio; credo sia il desiderio di chiunque poter far combaciare la

propria passione al proprio lavoro. Purtroppo per il nostro calcio questo è praticamente impossibile se non

per poche giocatrici che giocano in squadre blasonate o che hanno trovato spazio in squadre estere: fuori

dall’Italia il calcio femminile ha tutto un altro aspetto! Io studio scienze e teconologie della ristorazione e

tra poco spero di laurearmi. Non sono molti gli sbocchi e di questi tempi trovare un lavoro è difficile ma con

impegno e tanti sacrifici si raggiungono i propri obiettivi. Di certo far combaciare studio e/o lavoro con

l’impegno calcistico non è facilissimo ma chi ama il calcio fa di tutto per renderlo possibile!

 

-In futuro, una volta smesso di giocare a calcio, cosa ti piacerebbe fare?

Mi piace molto viaggiare, visitare nuovi posti e di sicuro appena smetterò di giocare a calcio lo farò; con

questo impegno purtroppo tutti i week end sono occupati e anche durante i periodi natalizi non c’è mai la

possibilità di fare un piccolo viaggetto. Mi sa che prima di smettere di giocare passeranno ancora un pò di

anni quindi non ho idea di cosa farò di preciso.

 

-Ultimo minuto di recupero della partita decisiva per le sorti del campionato, sui piedi ti capita il pallone del gol vittoria che realizzi proprio un secondo prima del fischio finale, come esulti?

Sin da quando ero piccola ogni volta prima della partita dicevo a tutti come avrei esultato: faccio

l’areoplanino, vado sotto la tribuna e faccio vedere il mio numero, zittisco gli avversari o mi levo la

maglia…in 17 anni circa che gioco non ho mai fatto nulla di tutto ciò dopo un gol perché ero troppo

emozionata e mi dimenticavo cosa dovevo fare; quindi non so cosa farei in una situazione del genere ma di

sicuro sarei felicissima e scoppierei di gioia!

 

-Siamo al fischio finale quindi,un saluto a chi vuoi tu e un augurio alla tua squadra per questa stagione sportiva!

Un saluto in primis va ai miei genitori che sono i miei primi tifosi, che mi seguono ovunque e han sempre

fatto grandi sacrifici per portarmi avanti e indietro ovunque, e che mi hanno reso la persona che sono ora.

Poi a tutte le mie amiche e amici che credono in me e mi seguono dappertutto ogni volta che possono, ed

infine a tutti i nostri tifosi che nonostante tutto fanno sempre il tifo per noi! Alla mia squadra auguro di

raggiungere il nostro obiettivo, ovvero la salvezza, anche se quest’anno sarà ancora più dura. E dico anche

che dobbiamo incominciare a credere nelle nostre capacità: VOLERE è POTERE..NON SI MOLLA MAI!!