A TU PER TU CON…”LA VETERANA”, RITA BERTONI!

-Inziamo con una domanda facile facile, per restare in tema calcistico potremmo definirla una domanda di riscaldamento. Quando hai iniziato a giocare a calcio e come ti sei avvicinata a questo sport?

Ma così si scopre subito la mia anzianità! Ufficialmente nell’ACF Paros nel lontano novembre 1994 categoria U15. In realtà da quando ho iniziato a frequentare il cortile di casa unica femmina, più piccola tra più di 10 maschi.

-Quale è la tua squadra del cuore, se ne hai una, e quale è invece il calciatore o la calciatrice che preferisci, a cui ti ispiri o a cui vorresti assomigliare?

Ecco un’altra domanda che svela l’età…Sono cresciuta con il Milan di Sacchi di Baresi, Maldini, Tassotti, Costacurta e degli Olandesi, Van Basten su tutti, ma i miei piedi mi hanno consigliato di ispirarmi di più ai primi.

-Il calcio femminile in Italia, come lo vedi adesso, come lo pensi realistiamente in un futuro nemmeno troppo remoto e come vorresti invece lo immagini nei tuoi sogni.

In questi anni ho visto tanti cambiamenti, pochi positivi, sentito tante parole. L’Europa cresce e noi restiamo indietro; sicuramente le colpe vanno equamente distribuite, però nel movimento ancora ci sono persone con tanta passione ed è per questo che non dobbiamo arrenderci e provare ogni giorno a migliorarlo.

-Quante maglie hai vestito prima di quella della Como 2000? e come ricordi le esperienze passate con queste maglie?

Ahi qui si fa lunga. La primissima maglia quella del Paros, poi un anno a 7 in una squadra di quartiere dove a 14 anni ho rotto il primo crociato. Quindi gli anni al Milan con due campionati nazionali U15 e il primo avvicinamento alla serie A. Una parentesi a Segrate dove poi ho conosciuto l’allenatrice che più mi ha fatto crescere Nazzarena Grilli che mi ha poi voluto alla Vallassinese dove ho vissuto sicuramente gli anni migliori ed ho avuto la fortuna di far parte di un bellissimo gruppo, pochi piedi e tanta grinta e tante soddisfazioni e le convocazioni in Nazionale U21 e maggiore. Nel momento migliore crac altro crociato e lussazione di clavicola, ho dovuto ripartire da zero, qualche mese in serie D poi il ritorno in A con la Fiammamonza (un preliminare di Champions League e una super coppa italiana), poi la decisione accettando la sfida di mister Zaninello di venire a Como, sembra ieri, oramai sono passati 6 anni…gli ultimi anni guidati da mister Manzo che sicuramente mi ha dato modo di crescere ancora ed ora Mister Cattaneo con cui ci aspetta una sfida difficile ma non impossibile.

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-Quale è stato il momento più significativo della tua carriera calcistica?

Sicuramente gli anni alla Vallassinese con la convocazione in Nazionale, ma anche i vari campionati vinti.

-Oltre al calcio hai altre passioni o pratichi altri sport?

Adoro la montagna, quando posso scappo a fare due passi (mai meno di due ore), l’ultima volta che mi sono presa una pausa calcistica ho fatto un corso di arrampicata sportiva, mi sono divertita veramente tanto.

-Indubbiamente a tutte le calciatrici piacerebbe poter vivere di calcio, purtroppo a riuscirci sono in poche. Tu oltre al calcio studi o lavori? Se si cosa studi o che lavoro fai?

Data l’età ormai lavoro! Dopo la laurea in Scienze Motorie ho conseguito quella in Fisioterapia e adesso faccio la fisioterapista a tempo pieno dividendomi tra attività di ricerca e attività clinica.

-In futuro, una volta smesso di giocare a calcio, cosa ti piacerebbe fare?

Questa domanda adesso me la faccio spesso dato che il momento di avvicina e non è poi così futuro, ma ancora non so la risposta!

-Ultimo minuto di recupero della partita decisiva per le sorti del campionato, sui piedi ti capita il pallone del gol vittoria che realizzi proprio un secondo prima del fischio finale, come esulti?

Conoscendomi di sicuramente urlo, liberando tutta la tensione!

-Siamo al fischio finale quindi,un saluto a chi vuoi tu e un augurio alla tua squadra per questa stagione sportiva!

Un saluto a tutte quelle persone che ho avuto la fortuna di conoscere sui campi che mi hanno aiutato a crescere compagne di squadra, allenatori, preparatori, massaggiatori e avversarie. Alle mie compagne dico che abbiamo tutto per raggiungere il nostro obbiettivo dobbiamo convincerci e imparare a dare sempre il 110% ad ogni secondo di ogni partita! Ad maiora!